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lunedì 9 novembre 2009

Le idee

Sute e ouge (sotto le logge)

Nonostante l'invito a proporre delle idee, rivolto soprattutto alla gente del posto, mi ritrovo ad essere "sola" nell'intento di inventare qualcosa che dia una spinta a questo paese-museo.
In un primo tempo ne elaborai una abbastanza insolita, in seguito un'altra più aderente alla locale realtà. Tuttavia ritengo che sia giunto il momemto di esprimerle.
Avevo premesso che in questo paese sono stati investiti molti soldi pubblici per "abbellirlo", ma non vi è stata nessuna iniziativa che abbia dato un impulso economico, anzi, i pochi esercizi esistenti hanno chiuso i battenti o ridotto notevolmente la loro attività.
Ci sono due tipi di locali vuoti, a Vallebona: le aule della ex scuola elementare e le ex stalle o cantine o magazzeni per la lavorazione dei fiori. La mia idea era quella di istituire una scuola di "lavorazione artigianale dell'oro", proponendo ad almeno un insegnante di trasferirsi temporaneamente in loco ed esercitare la sua professione direttamente sul territorio.
L'immobiliare e il mobiliare sono in crisi, l'oro è un bene rifugio. Ci sono parecchi ragazzi che nutrono perplessità sul loro futuro e innumerevoli locali in attesa di un destinazione.
Creando un'attività da sviluppare sul posto, ne può conseguire la nascita di altre di natura diversa, che permetterebbero un pullulare di iniziative. Pubblicizzarne l'esistenza, al giorno d'oggi, con gli strumenti che ci sono e per un paese a posizionato a metà strada tra Sanremo e la Francia e a tre chilometri dalla costa, non dovrebbe essere un grosso problema.
E questa era la prima idea.
La seconda è fondare una scuola "seria" per insegnare a fare i muri a secco.
Ho messo in evidenza "seria" perchè, al di là della tecnica che giustamente sta alla base di questa operazione, esiste una necessaria cultura riguardante la conoscenza e la provenienza della pietra, gli stili di lavorazione e una scelta ben precisa di questi ultimi onde evitare lo scandalo che negli ultimi decenni ha visto la luce attraverso lavorazioni e tipi di pietre usate in balìa della più incontrollata fantasia di ognuno, senza canoni prestabiliti a cui attenersi, onde evitare oscene miscellanee...
Tutto nasce dalle idee, per quanto, in prima battuta, possano sembrare astruse. L'attenzione e la formazione di gruppi di persone vocati alla stessa causa può portare lontano, anche se i percorsi possono rivelarsi difficili e incerti.
Volere è potere e le generazioni future non possono prescindere dai sacrifici di quelle che le hanno precedute.
Riflettiamoci.

P.S.: I contatti che ho preso nel frattempo con Scuole di arte orafa hanno dato risposte positive all'iniziativa.


domenica 27 settembre 2009

Economia locale: che fare?

Coltivazione di ginestra e, in alto, pergolato di ruscus

Da oltre cinquant'anni l'economia prevalente di Vallebona è quella floricola.
Si sono alternate coltivazioni di diverse tipologie di fronde, sia verdi che fiorite, ed ai giorni nostri dominano la scena la ginestra e il ruscus.
Di anno in anno si assiste ad un lento e progressivo declino che crea un'incertezza sulle sorti locali abbastanza fastidiosa ed inquietante.
Vivere il presente è la regola, ma pensare al futuro è inevitabile. Nell'ipotesi in cui questo settore non garantisse più la sopravvivenza, molte persone, molte famiglie sono costrette a chiedersi "che fare?"
Propongo, con questo post, una riflessione: sono più di vent'anni che l'amministrazione locale investe nel centro storico, da cui dovrebbe conseguirne un indotto sulle economie, ma ahimé, al di là delle vendite delle case o della locazione, nessuna economia ha decollato... anzi, si sono ulteriormente ridotti i commerci che in passato hanno avuto momenti di tranquilla gestione.
E allora, secondo me, è giunto il momento di unire le forze per "inventarsi" qualcosa, il momento di provare a riflettere se può essere possibile introdurre in questa comunità un'idea sulla quale lavorare e trovare un rilancio e uno sviluppo, che possa creare lavoro, vita commerciale anche in piccoli punti del centro storico e da questa peculiarità dilatare altre realtà, altre economie.
Si potrebbe partire anche fondando una "scuola" di artigianati o mestieri, anche se ciò non fa parte della locale tradizione. Si potrebbe dare una svolta all'agricoltura abbandonando la campagna, lasciandola riposare per qualche decennio affinchè si disintossichi da tutto lo sfruttamento e l'inquinamento di cui è stata vittima finora, si possono tante cose, basta saperci pensare su a dovere e insieme.
Io un'idea ce l'avrei, ma prima vorrei conoscere altre opinioni, poi mi esprimerò.