mercoledì 31 marzo 2010

Vedo, sento e NON parlo

La mitica foto delle tre scimmie recita: "Non vedo, non sento, non parlo", ma a Vallebona ciò succede solo in parte. Grazie al web, ora è possibile vedere, sentir dire, ma tuttavia NON parlare.
E' ciò che mi tocca constatare in virtù di questo blog, che è nato come finestra di dialogo, che è costantemente visitato dato che il contatore registra il numero di quanti vengono a leggerlo, ma che non riceve "commenti", se non un sommesso chiacchiericcio dietro le quinte tra coloro che si sentono punti nel vivo. Tanto meno c'è da aspettarsi un confronto diretto tra la sottoscritta e chi avesse qualcosa da dire, visto che ci si incontra ogni giorno fisicamente nella nostra piccola realtà.
Il linguaggio, spesso provocatorio, ha proprio lo scopo di sollecitare sia il dialogo, sia il confronto, naturalmente a scopo costruttivo.
Benchè io consideri Facebook "un cazzeggiare", devo riconoscergli il merito di aver indotto molte persone a misurarsi con la rete, a prendervi dimestichezza: goodvalley è stato il primo blog del paese e u paìse il secondo, gestiti dalla stessa persona, che sarei io, ma nessun altro, a quanto mi risulta, ha creato un altro blog, dimostrando di non voler cogliere l'opportunità di comunicazione che offre gratuitamente la rete.
Seguo quasi quotidianamente il giornale, pagina dell'Amministrazione Comunale che si può leggere sul sito www.vallebona.info, come da link che potete trovare sul banner qui a fianco, ma è quasi sempre "vuoto", riporta notizie molto sporadicamente e di interesse relativo.
Insomma, nell'era della comunicazione senza limiti ed in tempo reale, a Vallebona siamo disinformati quanto basta a non conoscere nulla di ciò che accade, ammesso che accada qualcosa...

domenica 28 marzo 2010

La bottega del Cà Do' di Tamara

Tamara, Franziska, Aldo e Matteo

Oggi pomeriggio, tra l'andarivieni degli elettori, in Piazza Marconi è stato inaugurato il negozio di articoli da regalo, souvenir, cartoleria e chissà quante altre cose ancora, di Tamara e Matteo.
E' stato bello veder riaprire le porte di quella che un tempo fu la merceria di Celestina e di Yvette e che, nei paesi, come tanti altri piccoli negozi, fu costretto alla chiusura.
Tamara, così dolce e sorridente, ha osato sfidare una realtà assai incerta: a Vallebona si potrebbe tentare di ridare impulso a piccole realtà commerciali, ma sarebbe opportuno dialogare e confrontarsi al fine di vagliare idee e proposte, cosa che non sembra molto avvertita. Io ci avevo provato col blog, esattamente qui, però la cosa ha avuto ben poca considerazione, per non dire nulla.
Invece è tempo che se ne parli, che si provi a pensare insieme a che cosa si può fare, perchè sicuramente qualcosa si può fare, anche se la mia proposta poteva sembrare ambiziosa: esponendo delle idee prima o poi qualcosa di proficuo può saltare fuori.
Penso che questo compito dovrebbe essere competenza dell'Amministrazione Comunale che sta "guidando" il paese, ma ho la sensazione che ci stiamo trovando su di un "pullman" con il freno a mano ben tirato.
"Brava Tamara, che hai il coraggio di provarci e nel farti tanti auguri cercherò di essere collaborativa, soprattutto con le piccole produzioni dell'Associazione culturale A Cria".


domenica 21 marzo 2010

La beffa, sì, ma non il danno


Nel piccolo tutto è piccolo e a volte si rimpicciolisce sempre di più.
Ingrandire significa allargare, essere super partes e, come tale, andare al di là dei personalismi, ma forse non è l'epoca giusta... Veniamo al dunque e raccontiamo i fatti.
Esattamente un anno fa, l'Associazione Culturale A Cria di Vallebona riceve la proposta di una donazione di libri di notevole interesse: 3.000 testi di Storia, Religione e Arte. Ovviamente la risposta da parte dell'Associazone è affermativa, anche se nasce il problema di "dove" mettere i testi, visto che la sede non è capiente a sufficienza. Il donatore solleva anche il problema che "oggi l'Associazione c'è, ma un domani potrebbe sciogliersi" per cui opta per devolvere il suo patrimonio alla cittadinanza di Vallebona, ovvero al Comune, con l'eventuale affidamento della gestione alla Cria. Benissimo, risponde la Cria, visto che il Comune ha un locale idoneo alla biblioteca.
E così, esattamente nel mese di marzo dello scorso anno, Stefano Albertieri, Pietrin Guglielmi ed io ci siamo dedicati per tre sabati consecutivi al trasferiemento dei libri da Seborga a Vallebona, nonchè degli scaffali, per i quali la mia ape si rese davvero propizia.
Era anche il momento in cui partiva la campagna elettorale per le elezioni comunali e l'amministrazione uscente ha pensato bene di mettere in evidenza, sul proprio programma, l'aver acquisito una donazione importante di libri senza fare un minimo accenno alla rilevanza che ha avuto l'Associazione in questa operazione, ma a ciò ci siamo abituati.
La scorsa settimana viene affisso un avviso che convoca chiunque fosse interessato a ritrovarsi il giorno 20/03/2010 per fondare l'Associazione Amici della Biblioteca degli Otto Luoghi. Il donatore espone le sue intenzioni, legge alcuni articoli dello statuto e gli scappa detto che questa associazione nasce perchè "a qualcuno" non andava bene che fosse la Cria ad occuparsene.
Mi scappa da ridere: si sono ritrovati 15 quintali di libri sugli scaffali, sistemati nei propri locali, titolari del patrimonio, hanno strumentalizzato la cosa in campagna elettorale per poi dire "la Cria? no grazie."
Dunque la beffa ci sta tutta, ma non il danno, visto che a sostenere la nascita della nuova Associazione c'erano esattamente... i componenti della Cria!
Piccolo particolare: in simulatanea alla nascita dell'Associazione degli Amici della Biblioteca degli Otto Luoghi, in un noto ristorante del paese, nella STESSA sala, ha transitato l'amministrazione comunale quasi al completo, si è sistemata nella veranda per un incontro pre-elettorale con un candidato del PDL, u nevu du ministru, e nessuno di loro si è avvicinato al tavolo per salutare almeno il donatore e manifestare l'intenzione di far aderire qualcuno di loro.
Ciù in là de lì gh'è atapau...




sabato 20 marzo 2010

L'operatore ecologico

Dopo la presentazione delle domande per l'assunzione dell'operatore ecologico novantista, Vallebona ha ora il suo spazzino: 3 ore di lavoro al giorno, per tre mesi, per la modica cifra di € 4.000 al trimestre + Iva.